Il nostro sud è sempre capace di meravigliarci con le sue storie, con tutte quelle tradizioni che intrecciano il sacro al profano e che ci fanno scoprire tutto il fascino di un passato in cui ogni stagione dell’anno, portava con sé mille significati legati alla quotidianità. Uno di questi momenti è quello legato alla festa di Sant’Antonio Abate, che cade il 17 Gennaio. Una festa importante, che segna l’inizio del carnevale e che, anticamente, portava festa nelle nostre campagne. Abbiamo chiesto ad Antonio Natile, poeta e scrittore di Noci e promotore di diverse iniziative culturali, il valore profondo di questa festa e del significato del carnevale.

Quali sono le radici culturali della festa di Sant’Antonio Abate in relazione al carnevale?

La festa di Sant’Antonio Abate del 17 di Gennaio è una ricorrenza molto importante perché ricorda la morte del santo avvenuta il 17 gennaio 356 dopo Cristo. La sua figura è importante perché a lui è riconducibile fondazione del monachesimo cristiano. Fu un monaco anacoreta, legato all’ascetismo egiziano. Questa festività è importante in tutto il mediterraneo perché segna l’inizio del carnevale, non solo nel nostro sud ma di tutto il bacino del mediterraneo. Questo Santo è legato non solo al carnevale, ma è anche il protettore degli animali e del bestiame.

A tale proposito, nella vicina Rutigliano, è importante la benedizione degli animali domestici. Questa festa coincideva con la benedizione delle stalle e delle masserie. Il carnevale di Putignano, come tutti sappiamo, comincia il 26 dicembre in relazione alla traslazione delle ossa del santo avvenuta nel 1394 dal convento di S. Stefano di Monopoli verso l’entro terra.  Questo fu fatto per proteggere le reliquie del santo  dai saraceni e si racconta che, durante questa processione festante, i contadini lanciassero in maniera gioiosa la farinella.

Perché allora è importante la data del 17 di Gennaio per il carnevale e come si intreccia questa festa con le altre ricorrenze?

La data importante è però quella di Sant’Antonio Abate. Non a caso, vi si dice: “A Sant Antuen, ball, cant e suen”. Da lì iniziavano le feste legate al carnevale. Nella tradizione putignanese, dal 17 di gennaio inizia la conta dei giovedì fino ad arrivare al carnevale (dedicati alle monache, ai cattivi (vedovi), ai pacciaridd).  Il carnevale è importante perché, pur essendo una festa pagana, si intreccia con la Pasqua. Quest’ultima è legata al calendario lunare in quanto cade la domenica successiva al primo plenilunio di primavera. Andando a ritroso con i 40 giorni della quaresima, la data delle ceneri, come sappiamo, è il mercoledì dopo il carnevale. La dimensione religiosa si intreccia così a quella popolare. Anche nella etimologia stessa della parola, Carnevale, stava per “carne” “levare”, ovvero mettere da parte la carne come ultima data prima della Pasqua. E’ una festa importante a livello antropologico in tutte le società. In quei giorni, idealmente, c’è il ribaltamento dell’ordine sociale, vi è poi la funzione apotropaica che è quella di cacciare fuori la negatività. Nell’iconografia di Sant’Antonio, spesso,oltre alla barba, è presente un maialino. Questo Santo, non era solo protettore del bestiame, ma era definito anche Santo del fuoco, nonché protettore di malati del “erpes zoster”, il comune fuoco di Sant’Antonio in epoca medievale. Il grasso dei maiali, inoltre, serviva per curare un ergotismo canceroso derivato dall’essersi alimentati con un cereale di segale contaminato che provocava delle piaghe. Il grasso del maiale in epoca medievale serviva per medicare queste piaghe. Oggi il santo del fuoco è invocato per la protezione dell’erpers zoster, il fuoco di sant’antonio. Il fuoco, nella antropologia culturale, segna il passaggio dall’inverno alla primavera. Pensiamo ai tanti falò come la focora di Novoli del 17 di gennaio perché rappresenta la novità, Il falò di san Giuseppe nel tarantino che segna l’arrivo della primavera ma anche in quei comuni in cui vi è il passaggio all’Estate con la festa di San giovanni e poi Santa lucia, l’avvento dell’inverno. Nelle nostre campagne, il 17 di gennaio si dava avvio al carnevale nella maniera domestica con canti suoni. E’ l’inizio ideale di una nuova fase dell’anno che entra nel vivo con la festa di Carnevale.

La festa di Sant’Antonio Abate e l’inizio del carnevale: Intervista al poeta Antonio Natile
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